Scuola primaria Don Milani a differenziazione didattica Montessori

Questo è il nostro compito nei confronti del bambino: gettare un raggio di luce e proseguire il nostro cammino

(Maria Montessori).

 

Premessa

La prima Scuola Primaria Statale a indirizzo Montessori della bergamasca nasce nell’anno scolastico 2015-2016 presso il quartiere di Grumello al Piano.

Entrando nella scuola si respira una delle caratteristiche tipiche del pensiero e delle scuole montessoriane: la centralità del bambino, il lavoro incessante delle mani, la grande operosità in una quiete senza tempo. Accanto al lavoro assiduo dei bambini e delle bambine, ci sono sempre le insegnanti, figure che facilitano e stimolano il percorso di ogni singolo rispettando l’impulso interiore.

Questi sono alcuni dei princìpi guida dell’azione educativa di questa realtà scolastica statale: una scuola fatta principalmente di persone che attraverso una stretta alleanza educativa continuano a dar luce ai principi montessoriani di cura e rispetto verso il bambino. E’ uno stare insieme per il ben-essere di tutti.

Il metodo Montessori

La scuola si può considerare secondo due punti di vista: o come il luogo in cui si impartisce l’istruzione, o come una fase di preparazione alla vita. In quest’ultimo caso deve soddisfare tutti i bisogni della vita”

Maria Montessori

Il metodo Montessori è un sistema educativo che si basa essenzialmente sui seguenti punti cardine:

  • ambiente preparato con cura per guidare il processo educativo e di sviluppo;
  • materiale di sviluppo specifico e strutturato che rispetta l’impulso di progredire;
  • insegnante regista che predispone l’ambiente, presenta il materiale di sviluppo e orienta nella scelta;
  • disciplina e libera scelta che guidano il bambino, il quale non è libero di fare ciò che vuole, ma di scegliere il lavoro che risponde al suo bisogno interiore.

SCELTE EDUCATIVE DELLA SCUOLA

  1. Materiale di cancelleria

Nella scuola il materiale di cancelleria utilizzato dai bambini viene acquistato in comune dai genitori. Questo rappresenta un valore educativo in sintonia con il metodo Montessori: gestire insieme il materiale scolastico avvicina i bambini ai valori della condivisione, della convivenza e del rispetto.

Tutti i bambini hanno gli astucci uguali in cui riporre gli oggetti di cancelleria più utilizzati (biro, matita, gomma, temperino, 12 pastelli). L’astuccio al termine delle lezioni viene riposto nell’armadietto.

La cura del materiale è la risposta interiore del bambino al bisogno di operare in un ambiente ordinato e strutturato.

Le insegnanti comunicano ai genitori rappresentanti la necessità di effettuare ulteriori acquisti per nuove esigenze di materiali o per integrare le scorte.

Il materiale non viene restituito ai bambini al termine dell’anno scolastico, ma rimane come dotazione per gli anni seguenti, a disposizione di tutte le classi.

  1. Abbigliamento

“Dobbiamo ricordarci che durante questo periodo il bambino dipende completamente dall’adulto, giacché non può provvedere a se stesso, e noi adulti, se non siamo illuminati dalla natura o dalla scienza sul suo sviluppo psichico, possiamo rappresentare il più grande ostacolo alla sua vita”

  1. Montessori, Il metodo del bambino e la formazione dell’uomo.

Maria Montessori consiglia, nella scelta dell’abbigliamento dei bambini, di porre grande importanza alla loro libertà di movimento.

Bisogna optare per la praticità per evitare che il bambino a scuola si possa trovare in difficoltà.

A scuola ci si sporca date le varie attività che si svolgono. I bambini toccheranno la terra, impasteranno, dipingeranno, mangeranno in mensa.

È importante agevolare il processo di maturazione e di apprendimento, anche attraverso l’abbigliamento. Impareranno così a gestirsi da soli sviluppando più fiducia nelle proprie capacità, maggior autonomia sentendosi così spinti a fare sempre di più e meglio.

Per una maggiore igiene, è bene che gli indumenti siano di fibre naturali come il cotone.

È consigliato mettere nello zaino dei cambi completi.

Anche le scarpe devono essere scelte con cura, optiamo per le scarpe con i lacci accompagnando il bambino nell’imparare ad allacciarle. Non scegliamo la via più veloce, per esempio scarpe con gli strappi, ma stimoliamo la sua motricità anche nei gesti quotidiani.

Scegliamo calzature comode e leggere, con effetto traspirante.

Sono consigliate pantofole per l’interno, necessarie calzature/stivaletti per il giardino e per l’orto e scarpe da ginnastica per la palestra.

 

  1. Educazione e natura: fare scuola all’aperto

Maria Montessori ha sempre ritenuto indispensabile l’adozione di un approccio di tipo naturalistico nell’educazione infantile.

La ricognizione dello spazio stimola la curiosità, promuove l’esplorazione, sollecita i sensi, scarica la tensione e mobilita l’attenzione.

Il bambino che esplora sperimenta di esistere, di saper fare e, come un artista, si sente capace di “mettere al mondo il mondo”. Il suo piacere è il miglior parametro per valutare il senso e il valore delle iniziative proposte o scelte.

Il desiderio e l’abitudine a osservare, la silenziosa analisi dell’oggetto, l’attenzione sostenuta da uno sforzo interiore, la soddisfazione del  far bene, la valutazione personale del successo conseguito autonomamente aiutano il bambino a esercitare e sviluppare  alcune qualità psicologiche essenziali per la formazione del carattere.

Tutte le esperienze montessoriane che consentono al bambino di “vivere” la natura sono finalizzate anche ad alimentare e accrescere il “sentimento della natura”, inteso come attenzione, rispetto, curiosità verso ciò che vive attorno a lui.

Il bambino compie così il primo passo verso la comprensione che: “Ogni cosa è strettamente collegata su questo pianeta e ogni particolare diventa interessante per il fatto di essere collegato agli altri. Possiamo paragonare l’insieme a una tela: ogni particolare è un ricamo, l’insieme forma un tessuto magnifico” (Maria Montessori ,Dall’infanzia all’adolescenza)

Quali spazi abiteranno i bambini e le bambine?

Il giardino pensato e abitato della scuola, l’orto, lo stagno e l’ambiente del Parco Agricolo Ecologico.

(tratto da Educazione e natura, Il segreto dell’infanzia, La mente del bambino,

 

  1. La biblioteca centrale

Al primo piano della scuola c’è la biblioteca centrale: bella, imponente, nata dalla sinergia tra le insegnanti e le mani sapienti di alcuni genitori artigiani. Anche la catalogazione dei libri è nata dalla collaborazione con una mamma bibliotecaria e una mamma libraia.

E’ aperta, posizionata in uno spazio comune è appena nata, ma già conta numerosi libri.

E’ una biblioteca speciale perché non è gestita da un adulto ma da bambini bibliotecari. L’andare e venire di libri offre l’opportunità a tutti, anche ai più scettici nell’avvicinarsi alla lettura.

I libri sono acquistati ogni anno utilizzando le cedole librarie: vi è una legge che consente la scelta alternativa al libro di testo e questo è il motivo per cui i bambini non lo possiedono.

Oltre a questa biblioteca centrale, ogni classe possiede al suo interno una piccola biblioteca. Attraverso la biblioteca centrale e le biblioteche di classe, vengono offerte molteplici possibilità di lettura:

-alcuni libri si sfogliano per cercare delle idee;

-altri si consultano per cercare notizie;

-certi si leggono in coppia perchè le due copie permettono di fare “prove di interpretazione”;

-altri li legge la maestra ad alta voce.

Vi sono dei libri che si possono leggere in cinque minuti e altri che è necessario portare a casa per vedere come vanno a finire. I libri sono a disposizione, sempre pronti a fare compagnia, a consolare e rilassare. I bambini riconoscono nel libro un amico “ricco” non giudicante e sempre vicino.

 

  1. I compiti

La scuola è il luogo preposto all’attività di costruzione e rielaborazione delle conoscenze e si configura come ambiente di sviluppo in cui il bambino impara procedure, vive esperienze reali o simulate che consentono processi evolutivi e non una sterile assimilazione di apprendimenti “travasati” nella mente dell’alunno.

L’esercizio, quindi, si fa a scuola perché spetta all’insegnante creare le condizioni che favoriscano, come direbbe Maria Montessori, il “dare aiuto alla vita che si svolge”, ovvero predisporre un ambiente scientificamente preparato in modo da permettere al bambino di agire liberamente seguendo il proprio “maestro interiore”.

Maria Montessori, da scienziata, ha scoperto che la vita umana passa attraverso  fasi evolutive, decise dalla natura e non dall’uomo, corrispondenti ad attività psichiche interiori che  inducono a sprofondarsi in un lavoro fonte di sviluppo.

Per permettere l’autocostruzione, l’autoeducazione del bambino non succube, ma libero di seguire le spinte previste dall’opera inalterata e inalterabile della natura, agli alunni e alle alunne non vengono assegnati compiti finché non saranno autonomi per svolgerli.

 

  1. La verifica e la valutazione

Maria Montessori ha osservato che l’evoluzione del bambino, del suo percorso di apprendimento, avviene per “esplosioni” che non seguono percorsi e tempi prestabiliti. Anche i dati attuali della psicologia e le più avanzate riflessioni pedagogiche dimostrano che la formazione umana e culturale del bambino si realizza per processi di maturazione lenti e sotterranei, con ritmi estremamente personali. I tempi di apprendimento non sono mai quelli collettivi della produttività forzata e del massimo rendimento (imposti dalla prassi corrente), ma piuttosto i ritmi naturali di vita del singolo.

Il principio dell’integrità del bambino, che va rispettato nel suo sviluppo senza pressioni esterne per non intaccare nessun aspetto della sua esistenza, è l’elemento fondante del ruolo di insegnante; all’interno del  metodo l’attività di verifica e valutazione appare molto particolare e delicata; le attività didattiche vengono strutturate in modo tale che il bambino possa svolgere individualmente il suo lavoro, seguendo più o meno consciamente una serie di procedure, in cui il controllo dell’errore non risiede nella supervisione dell’adulto.

L’apprendimento di ogni alunno è guidato dal materiale; il materiale stesso denuncia al bambino gli errori commessi. Questo requisito rende possibile la verifica immediata della risposta e gli consente di apprendere controllando la propria attività e di correggere immediatamente le risposte errate.

Le verifiche sull’attività dell’alunno si basano principalmente sull’osservazione, con rari e delicati interventi diretti; da essa scaturisce il quadro di valutazione.

Nell’attività di verifica e valutazione dell’alunno, vengono considerati i seguenti aspetti:

  • capacità di scegliere autonomamente una attività;
    ·      tempo di concentrazione;
    ·      ripetizione dell’esercizio;
    ·      capacità di svolgere organicamente l’attività;
    ·      capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso;
  • livello di autostima;
    ·      rapporto con gli altri;
    ·      rispetto delle regole;
    ·      disponibilità e partecipazione.

Tali osservazioni, che non prescindono mai dal rispetto della personalità e dei tempi di sviluppo del bambino, aiutano le insegnanti a non assumere il facile ruolo di giudice che emette sentenze, ma  offrono loro la possibilità di poter valutare con obiettività l’efficacia dell’intervento.
(Tratto dal sito dell’Opera Nazionale Montessori) https://www.operanazionalemontessori.it/248-la-verifica-e-la-valutazione]

 

  1. La maestra

“Invece d’insegnare, deve osservare; invece della dignità orgogliosa di chi voleva apparire infallibile, ella assume una veste di umiltà.”

Maria Montessori, L’autoeducazione nelle scuole elementari.

 

L’insegnante aiuta i bambini a orientarsi “nell’ambiente” tra i lavori e i materiali di sviluppo e ad apprenderne l’uso preciso,  asseconda l’interesse,  funge da collegamento tra il bambino e il materiale, presentandolo  più e più volte; deve sapersi ritirare per poi lasciare i bambini agire da soli, ma accorrere se viene chiamata e vigilare perché non vi siano disturbi alla concentrazione.

L’insegnante ha “fiducia nel bambino” e sa che si “rivelerà” attraverso il lavoro mostrando la sua vera natura; assolve il compito di servire

 

l’intelligenza della vita e di offrire a ciascun bambino i mezzi necessari per il suo sviluppo.

Nel lavoro quotidiano di osservazione dei bambini si coltiva una forma di autoeducazione che consente di conseguire quell’atteggiamento di ascolto dei bisogni dei bambini che è una delle chiavi della metodologia montessoriana.

I docenti che operano nella scuola partecipano ogni anno a corsi di aggiornamento organizzati dalle associazioni Montessori territoriali e a incontri formativi e di sostegno con la Rete Montessori Bergamo, di cui l’Istituto Comprensivo ‘V. Muzio’ fa parte. L’Istituto garantisce inoltre la supervisione tecnica, con incarichi specifici attribuiti a formatori esperti e selezionati in accordo con l’Opera Nazionale Montessori.

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